Forse non essenzialmente io, ma io

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Bologna (itinerante), Bo, Italy
Nato a Taranto il 6 maggio nel segno del Toro. Il Giallo del collettivo Shingo Tamai, cialtrone poliedrico, dilettante eclettico, onnivoro relazionale, sempre in cerca di piaceri, di vezzi, di spunti e di guerre perse in partenza. L'idea di comparire in questi termini sulla rete è nata da un brainstorming con un amico, Leonardo Chiantini, qualunque fortuna possa avere il suo primo "quaderno di appunti" virtuale, è a lui che vanno i suoi ringraziamenti.
Benvenuti e buona lettura.
Ps. Aggiungetemi su Facebook e, con lo pseudonimo andrelebrogge, su Twitter

sabato 28 maggio 2011

Incontro con l'autore - Ilaria Donatio (26 maggio 2011)

"L'unico destino è l'invisibilità"

Ci voleva il Cassero - Centro di documentazione Arcigay Bologna - perché, grazie al quarto e ultimo evento de "Il Maggio dei libri" in collaborazione anche con Arcilesbica Bologna, potessi dare un volto all'affascinante penna del blog Gamballaria, Ilaria Donatio,  giornalista freelance (Micromega, L'Unità) e mia con-terrona pugliese attualmente vivente a Roma.
L'evento di ieri presentava, infatti, la sua prima fatica editoriale "Opus gay" (titolo assonantico) - La chiesa cattolica e l'omosessualità - edito da Newton Compton Editori; un'inchiesta divisa in dieci capitoli con cui, anche attraverso testimonianze dirette, viene affrontato il tema della difficilissima relazione tra mondo omosessuale e Chiesa.

La chiacchierata, arricchita dalla spontanea partecipazione del vasto pubblico presente in sala e dall'indole sanguigna dell'autrice, ha dato modo di eviscerare in maniera semplice e interessante il problema che partendo dal disconoscimento, da parte del mondo cattolico, dell'omosessualità come  parte delle relazioni naturali, arriva fino al riconoscimento giuridico, a mio parere risposta esclusivamente simbolica, e alla matrice culturale, vero nucleo del problema. Colpisce, dai dati riportati dalla Donatio, l'ipocrisia ecclesiastica, in cui lei stessa si è imbattuta durante l'intera ricerca delle fonti, e allo stesso modo è singolare la mancanza di connessione tra i contenuti delle dichiarazioni ufficiali delle gerarchie ecclesiastiche e le  singole, molteplici, personalità che invece compongono la base della sua espressione, rappresentando una Chiesa più magmatica che meramente dogmatica. E se lo scollamento contenutistico tra i singoli individui e la gerarchia che rappresentano è un dato abbastanza frequente (che anzi di norma è ancor più presente quanto più rigido è il sistema iniziale), piuttosto grottesca appare la capziosità che si sostanzia praticamente in questo pensiero: "... La tendenza omosessuale è una tendenza ad agire in modo disordinato rispetto alle finalità del proprio corpo: si tratta di un disordine evidente fra il pensiero e la realtà e tradurre la tendenza omosessuale in atto omosessuale significa aggravare questa situazione di disordine. L'atto omosessuale, d'altra parte, è un atto contro natura e pertanto immorale, ed ogni attività immorale «impedisce la propria realizzazione e felicità perché è contraria alla sapienza creatrice di Dio. Quando respinge le dottrine erronee riguardanti l'omosessualità, la Chiesa non limita ma piuttosto difende la libertà e la dignità della persona, intese in modo realistico e autentico ...".

Mi è realmente difficile recensire questo incontro soprattutto per due ragioni: la prima in assoluto è che lo spessore dell'inchiesta in questione è notevole, l'accuratezza difatti è senza dubbio tra le sue qualità e questo, in quanto io profano dell'argomento, mi impedisce di esporre tout court un mio pensiero, onde evitare di porre a paragone di una simile trattazione un fantomatico, quanto mediocre, "massimo sistema"; d'altro canto e quindi secondo motivo, la difficoltà è aumentata dal fatto che analizzare l'omofobia, implica inevitabilmente, e di questo si è avuta sufficiente prova soprattutto nel dibattito che ha immediatamente seguito la presentazione,  trattare di politica (nel caso italiano sarebbe meglio parlare di pochezza della politica), di società, di cultura e di mondo omosessuale, uno spettro così ampio di tematiche impossibile da racchiudere in un contesto simile a quello di questo resoconto.

Il valore dei lavori simili a questo che hanno per oggetto un'inchiesta, è principalmente quello di riportare la realtà alla portata del lettore, che potrà anche storcere il naso o aggrottare le sopracciglia, ma comunque sarà posto nella condizione di venire a conoscenza di qualcosa di nuovo o anche solo di osservare il mondo attraverso una prospettiva ulteriore.
Il valore di questo libro, in particolare, è quel suo dare voce a un mondo che vorrebbe parlare, ma che spesso è soffocato prima ancora di riuscire a spiegarsi, e non è come verrebbe naturale da pensare quello dell'omosessualità, dei preti gay o del fatto che, manco fossimo nel medioevo, la Chiesa preoccupandosi strettamente solo della "dispersione del seme" reputi depravati gli atti tra uomini (con particolare "premura" per le relazioni stabili più che per le "scappatelle"), ma consideri in tal maniera quelli femminili solo per riflesso, dato che raramente si cura della donna; il mondo in questione, dicevo, è quello della cultura del diverso, dove diversità non è sinonimo di non normale, ma di arricchimento.
 
"Accettando l'invisibilità, legittimiamo la gretta ignoranza", ha detto la Donatio o come dico spesso io " La colpa non è degli stronzi, loro seguono solo la loro natura. La colpa è di chi consente agli stronzi di esser tali"
Leggetelo! 

A presto e buona lettura!

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